
...alla ricerca!!
“Inquieto è il nostro cuore finché non riposa
in Te o Signore”
(S. Agostino, Confessioni, prologo)
Sì, alla ricerca, caro fratello o sorella che non ti accontenti della realtà esistente e
non soffochi l’inquietudine del tuo cuore che ti rimanda a qualcosa di
più grande... cioè a Dio e al Suo progetto d’amore che Egli ha
disegnato per te sul palmo della Sua mano. Allora, anche tu puoi in un
certo modo ringraziare questa inquietudine che ti fa alzare gli occhi
al cielo, facendoti dire come San Francesco d’Assisi:
“Signore cosa vuoi che io faccia?”
Detto ciò, ma ti è così difficile scoprire cosa Dio vuole da te? Ma hai capito veramente come parla Dio? Una volta così disse un vescovo di Roma: “Dio parla chiaramente, ma non troppo perché vuole che anche noi collaboriamo con la nostra intelligenza” e con il “nostro tempo” che è il tempo che Dio ci ha messo a disposizione in questa nostra breve vita passeggera.
Immagina
che esista una Banca che ogni mattina accredita la somma di 86.400 euro
sul tuo conto.
Non conserva il tuo saldo giornaliero. Ogni notte cancella qualsiasi
quantità del tuo saldo che non sia stata utilizzata durante il giorno.
Che faresti? Ritireresti fino all'ultimo centesimo ogni giorno,
ovviamente!!!
Ebbene, ognuno di noi possiede un conto in questa Banca. Il suo nome?
TEMPO.
Ogni mattina questa Banca ti accredita 86.400 secondi. Ogni notte
questa Banca cancella e dà come perduta qualsiasi quantità di questo
credito che tu non abbia investito in un buon proposito. Questa Banca
non conserva soldi né permette trasferimenti.
Ogni giorno ti apre un nuovo conto. Ogni notte elimina il saldo del
giorno.
Se non utilizzi il deposito giornaliero, la perdita è tua. Non si può
fare marcia indietro.
Non esistono accrediti sul deposito di domani.
Devi vivere nel presente con il deposito di oggi.
Investi in questo modo per ottenere il meglio ... L'orologio continua
il suo cammino, ottieni il massimo da ogni giorno.
E allora la domanda che nasce spontanea è: “Ma ti sei impegnato/a con tutta la tua intelligenza, hai donato tutto il tuo tempo per scoprire la piena volontài Dio su di te, o hai dedicato a ciò solo parte della tua intelligenza e solo nei ritagli del tuo tempo libero? Hai forse paura di chiedere e scoprire cosa Dio vuole da te? Beh, non sei il primo/a, ma ricordalo bene il Suo è un progetto d’amore, ed Egli non è venuto a toglierti la tua libertà, ma anzi è venuto a renderti libero/a, perché solo la verità ti renderà libero/a per l’eternità. E ricorda che in ogni istante della nostra breve e unica vita, con in nostri “sì” o “no” ci giochiamo tutta la nostra eternità, dove raccoglieremo ciò che avremo seminato!
Sai,
c'era una volta un aquilone. Era legato ad un filo sottile e si librava
nell'aria, come danzando, pilotato dolcemente dalle mani esperte di un
piccolo uomo, il suo creatore.
L'aquilone
gioiva nel vederlo sorridere mentre lui danzava, ma un giorno sentì il
desiderio di andare più in alto, di volare da solo e si accorse che
quel filo, quel filo sottile glielo impediva. class="Stile19" style="line-height: normal; font-family: Comic Sans MS; text-align: justify;">
D'un tratto
quell'esile filo che era stato l'unione col suo creatore divenne per
lui come una catena opprimente. L'aquilone cominciò a dimenarsi, a dare
strattoni, ad imprecare contro quel piccolo uomo che lo teneva
prigioniero. Tanto si agitò che ad un certo punto il filo si spezzò.
L'aquilone cominciò a volare da solo, finalmente libero, felice di
danzare nel vento senza catene.
Il piccolo uomo lo chiamava, supplicandolo di non andare troppo in
alto, ma egli, ormai libero, non ascoltava le sue parole.
Improvvisamente il vento divenne più forte e cominciò a sbatterlo da
ogni parte, a trascinarlo in una folle corsa.
Avrebbe voluto rallentare, fermarsi per un attimo, ma non poteva.
Il vento lo feriva con le sue raffiche mortali, lo mandava a sbattere
contro le cime degli alberi e non poteva scansarle. I rami aguzzi gli
strappavano brandelli di carta, mettevano a dura prova il suo esile
scheletro.
L'aquilone cominciò ad aver paura, a pensare che presto il suo volo
sarebbe finito per sempre.
Guardò giù e, sotto di sé, vide il piccolo uomo che correva
affannosamente, cercando di non perderlo di vista.
Provò nostalgia per quel viso sorridente, ma il vento non gli dava
tregua, sembrava divertirsi a tormentarlo.
All'improvviso il vento cominciò a scemare e l'aquilone pensò che
presto si sarebbe finalmente fermato. Guardò diritto davanti a sé e
vide una grossa pozzanghera che sì faceva sempre più vicina.
Provò un brivido di terrore, ma non poteva cambiare strada. L'acqua lo
accolse in un abbraccio mortale e sentì la carta rammollirsi, disfarsi
lentamente.
E' la fine, - pensò - ma poi, improvvisamente si sentì sollevato
delicatamente da una mano familiare. Il piccolo uomo, tutto sporco di
fango, lo asciugò pazientemente, curò le sue ferite, sistemò il suo
esile scheletro e lo legò di nuovo con quel piccolo filo.
Passarono i giorni e l'aquilone tornò a volare legato a quel filo
sottile, tra le mani del piccolo uomo. Capì che era bello volare
insieme a lui, danzare per lui e quel filo sottile non gli sembrò più
una catena crudele, ma un appiglio sicuro, un rifugio contro le
avversità.
Aveva capito, finalmente, che la libertà è bella, ma ha un prezzo, che
occorre
pagare.
(Segno nel mondo, Soci, Anno V n. 2 del 31/01/1995)
Dunque, se la volontà di Dio non l’hai ancora cercata con tutto testesso/a, così Egli ti dice: «Perciò, ecco, ti attirerò a me, ti condurrò nel deserto e là parlerò al tuo cuore» (Os 2 16) …
