Vocazione al Matrimonio
Il matrimonio non è vocazione per il fatto che il
giovane sente la normale e naturale inclinazione verso l’altro sesso o il
desiderio di aver qualcuno accanto; così diverrebbe, come purtroppo spesso
accade, una semplice “AUTO-CHIAMATA”!
Diviene perciò importante fare un serio cammino di
discernimento per capire se questa è la volontà di Dio per noi.
Il sacramento
del matrimonio è infatti quella relazione a due che prende origine e si modella
sull’alleanza che lega Gesù alla Chiesa: Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se
stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro
dell’acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua
Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e
immacolata (Ef 5,25-27). Il sacramento
del matrimonio, modellato sull’alleanza di Cristo con la sua Chiesa, si uniforma
a questo mistero d’amore, dove i coniugi nel patto di fedeltà, si incamminano
verso la loro misura di santità.
Nel matrimonio
cristiano l’uno coglie nell’altra la presenza di Dio e viceversa, e implica un
impegno dove i due vivono l’amore scambievole nella buona e nella cattiva sorte
nella gioia e nel dolore, finche morte non li separi. Vivere da sposi cristiani
implica, oggi più che mai, grande coraggio e forza per andare controcorrente
rispetto alle sollecitazioni della nostra società che invita all’edonismo, al
ripiegamento egoistico, al disimpegno civile, alla palese infedeltà.In un libro
sulla preparazione al matrimonio dal titolo significativo “È uno solo l’amore”,
Chiara Lubich, ad un’amica prossima a sposarsi, così eloquentemente scrive:
“Ascoltami … C’è un ideale nella vita che supera tutti: amare. Amare
chi? Dio. Lui abita nel cuore di tutte le creature. Ma tu, perché quella è la
sua volontà, lo devi vedere soprattutto in un cuore: in quello di M. Carissima,
M. lo devi amare di più di quanto lo ami perché … Dio abita nel suo cuore.
Comprendimi. Per te l’amare Dio si dimostra così: amando M. più che puoi. Per
lui rinnega il tuo egoismo, la tua volontà di star rinchiusa in te stessa, i
tuoi comodi, tutti i tuoi difetti. Per lui aumenta la tua pazienza, perfeziona
la tua capacità di madre, sappi tacere quando qualcuno sbaglia. Se tu ti
sforzerai di vedere Gesù in lui, allora il tuo amore per lui non avrà fine …”
Come
abbiam letto, Chiara Lubich aveva compreso che per M. la volontà di Dio era
sposarsi, avvisandola che comunque avrebbe dovuto combattere sia con i suoi
limiti che con quelli del coniuge, dato che la coppia ideale non esiste. Proprio come ci ricorda anche Giovanni Paolo
II:
“Voi pensate alla vostra scelta
affettiva, e immagino che siate d'accordo: ciò che veramente conta nella vita è
la persona con la quale si decide di condividerla. Attenti, però! Ogni persona
umana è inevitabilmente limitata: anche nel matrimonio più riuscito, non si può
non mettere in conto una certa misura di delusione. Ebbene, cari amici: non c'è
in questo la conferma di quanto abbiamo ascoltato dall'apostolo Pietro? Ogni
essere umano, prima o poi, si ritrova ad esclamare con lui: "Da chi
andremo? Tu hai parole di vita eterna". Solo Gesù di Nazaret, il Figlio di
Dio e di Maria, il Verbo eterno del Padre nato duemila anni orsono a Betlemme
di Giudea, è in grado di soddisfare le aspirazioni più profonde del cuore
umano. Nella domanda di Pietro: "Da
chi andremo?" c'è già la risposta circa il cammino da percorrere. E' il
cammino che porta a Cristo.”
“Voi pensate alla vostra scelta
affettiva, e immagino che siate d'accordo: ciò che veramente conta nella vita è
la persona con la quale si decide di condividerla. Attenti, però! Ogni persona
umana è inevitabilmente limitata: anche nel matrimonio più riuscito, non si può
non mettere in conto una certa misura di delusione. Ebbene, cari amici: non c'è
in questo la conferma di quanto abbiamo ascoltato dall'apostolo Pietro? Ogni
essere umano, prima o poi, si ritrova ad esclamare con lui: "Da chi
andremo? Tu hai parole di vita eterna". Solo Gesù di Nazaret, il Figlio di
Dio e di Maria, il Verbo eterno del Padre nato duemila anni orsono a Betlemme
di Giudea, è in grado di soddisfare le aspirazioni più profonde del cuore
umano. Nella domanda di Pietro: "Da
chi andremo?" c'è già la risposta circa il cammino da percorrere. E' il
cammino che porta a Cristo.” (Giovanni
Paolo II, Santa Messa di chiusura della XV Giornata Mondiale della Gioventù,
Tor Vergata, domenica 20 agosto 2000)
